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IL ROMPICOGLIONI e l'esperienza

Il Rompicoglioni deve andare alla Posta. Ha rimandato per giorni, settimane, memore di cio' che gli era successo questa e quest'altra volta. Ma ora ha deciso di far tesoro dell'esperienza e soprattutto di non arrabbiarsi: alla Posta non serve.
Appena arrivato nota che hanno cambiato il sistema di sicurezza all'entrata che e' costituito, come nelle banche, di una doppia porta ad apertura ritardata. Entri, aspetti, si apre l'altra porta, esci. Tuttavia ora non c'e' piu' il pulsante per richiedere l'apertura della porta e bisogna saltellare da una parte all'altra delle due possibili aperture attendendo che, in modo apparentemente del tutto casuale, una porta si apra.
La porta si apre, il Rompicoglioni entra felice nell'abitacolo progettato da uno gnomo sadico e si stringe il cappotto, l'ombrello e il pacco addosso per non sfiorare la cellula fotoelettrica. Dopo cinque minuti di tentativi tipo Houdini, e avendo lasciato impronte di mani sudate su tutti i vetri, la porta si chiude e il Rompicoglioni si augura che non ci sia una rapina in corso altrimenti la Scientifica risalirebbe sicuramente a lui data l'abbondanza di impronte.
Entrato finalmente nella Posta, si trova di fronte a uno scenario apocalittico. Alcuni fogli a terra, del polistirolo spappolato in un angolo, segatura all'entrata, rivoli d'acqua dagli ombrelli e... solo due persone in attesa. Per di piu' nella fila dei conti correnti; non c'era nessuno agli sportelli per i pacchi.
"Meraviglia! Qualcosa funziona, finalmente!" Il Rompicoglioni si avvicina agli sportelli in cui la ex signorina come al solito non guarda in faccia nessuno e continua a fare cose di importanza capitale come spostare una risma da un angolo all'altro della scrivania o controllare la data sui timbri. Finalmente guarda il Rompicoglioni che sorride e si avvicina.
"Ha preso il numeretto?" Chiede la ex signorina.
"Numeretto?"
Il Rompicoglioni guarda il deserto intorno a se' e gli sembra di vedere delle balle di fieno rotolare ma si rassegna e va a prendere il numeretto. Tornato allo sportello, qualcuno (senza numeretto) sta consegnando un pacco alla ex signorina.
Nonostante le tempie si stiano gonfiando, il Rompicoglioni mantiene la calma. Il signore se ne va.
"Che numero ha lei?" gli viene chiesto.
"53" Sul display e' segnato 52. La signorina attraversa il bancone accanto e preme il pulsante.
"53!" grida. Il Rompicoglioni si avvicina. Consegna il pacco che deve andare in Danimarca. Chiede: "Scusi, questa e' la scatola piu' piccola che avete?" e indica una delle scatole in esposizione.
"Le scatole so' tutte lla' sotto."
"Vedo, ma il manifesto di sopra dice che ne avete una piu' piccola di questa che vedo in esposizione..."
"Quella piccola da esposizione se la so' fregata. Se fregano tutto qui..."
"Vedo..." dice il Rompicoglioni e si allenta un bottone della camicia per respirare. "Allora, l'avete quella piu' piccola?"
La signorina alza gli occhi. "Guardi che si la apre poi nun la po' restitui'!"
"Bene, bene..." dice il Rompicoglioni e si fa vento con un depliant che legge "La Posta: la tua amica del cuore"
"Allora posso solo vederla... senza toccarla?"
"Mo' vado e la piglio."
Quindici minuti dopo, la ex signorina torna ridacchiando con uno sbafo di zucchero a velo sulle labbra.
"Ecco. Dueeottanta."
Il Rompicoglioni sbatte gli occhi, il sudore gli cola sulle palpebre e prende il portafogli. Le mani gli tremano e gli spicci gli cadono a terra. La ex signorina lo guarda
"Aho', ma che se sente male?"

Pubblicato il 18/1/2006 alle 14.17 nella rubrica IL ROMPICOGLIONI.

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