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nemmeno oggi mi hanno ammazzato (libri in metro)

Oggi in metropolitana c'era un signore seduto che leggeva un libro. Avra' avuto circa cinquant'anni, brizzolato, vestito in modo decoroso, con giacca e pantaloni e aveva un grosso naso. Lui e' seduto all'angolo e dopo di lui ci sono due posti liberi. Una signora pienotta sta per sedersi nel secondo posto libero quando la metro riparte a tradimento con uno scossone, lei perde l'equilibrio e si sostiene sulla spalla di lui per non cadere a terra. Nonostante la sua stazza, si era poggiata molto leggermente e gli ha chiesto subito scusa. Lui invece non l'ha nemmeno guardata e ha sbuffato guardando fisso davanti a se'. Poi si e' rimesso a leggere. Ho cercato di vedere che libro fosse ma si intravedeva solo una sorta di graal in copertina. Ho pensato fosse una storia piena di avventure, di principi, di coraggio e romanticismo. Castelli, boschi, doni e amori, guerre e disfatte. Ho pensato a quell'uomo, infimo, indisponente, maleducato e piccino che partecipava al mondo roboante e cavalleresco di quelle pagine, l'ho pensato che entrava e vagava tra sentimenti e avventure meravigliose. E ho avuto ribrezzo. Io, come scrittrice, mi sentirei violata se un tale essere partecipasse dei mondi che costruisco ma non credo di poterci fare niente. In parte ci scegliamo i nostri lettori con quello che scriviamo, ma in parte non possiamo evitare che le persone che non vorremmo frequentare frequentino le nostre storie che, un po', sono nostre vite parallele. Sara' snobismo da scrittore?

Pubblicato il 30/9/2005 alle 21.3 nella rubrica nemmeno oggi mi hanno ammazzato.

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