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Ossessione8

Il nostro personaggio riflette sulla solitudine. Come sempre, il link per leggere delle avventure dell'ossessionato, cliccare qui.
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“No… non sono perfetto,” pensava, “ed è per questo che l’imperfezione altrui mi dà noia. Ho abbastanza da fare con la mia imperfezione. Ci lavorino gli altri sulla loro…”
Si annega in se stessi quando si ha troppo tempo per pensare, pensare dentro di sé e allora si diventa come Kant. I filosofi puri sono tutti così elaborati, quasi incomprensibili nelle cose che dicono perché si chiudono nella torre d’avorio. Non fanno commercio delle loro idee con gli altri che le imbastardiscono, le annacquano. Ragionare con sé stessi è come distillare il pensiero, far passare le stesse idee attraverso gli stessi circuiti fino a che diventano cristalline e filtrate. La grappa del pensiero! Come la grappa è più forte del vino, anche il pensiero solitario è più forte del pensiero imbastardito dal commercio con gli uomini. La dialettica… ma quale dialettica? Socrate si preparava a dare tutte le risposte in solitudine e poi quando parlava coi discepoli li metteva in ginocchio, mostrava la sua superiorità, altro che dialettica…
Sono più intelligente di tutti quelli che conosco. Cioè credo di esserlo, e in un certo senso è vero perché ho più tempo di loro per pensare, per ponderare. Mi posso alzare a qualsiasi ora del giorno o della notte per scrivere, posso starmene in pausa catatonica per intere giornate a far scorrere un pulviscolo di idee tra i neuroni e non c’è nessuno che mi reclami alla tavola o al letto. Niente distrazioni. Posso dire quanti “no” voglio e più ne dico più sono libero, più sono intelligente. Più ho tempo per pensare.

Pubblicato il 6/9/2005 alle 7.44 nella rubrica ossessione.

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