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tempi moderni

Alzare gli occhi da terra è pena quotidiana
di un mondo distorto, curvi gli uomini a proteggersi dalla paura,
costretti da un grido o dal riverbero impunito del sole.
Terrazzi dietro inferriate alte asciugano i panni al vento,
e proteggono bambini e suicidi dalla caduta.
Dal calore delle strade sorge due volte l’uomo,
curvo d’età e di perduti pensieri,
che tornano a vibrare a ogni mano tesa.
Venditore moderno di speranze,
invita a credere al sogno che gli è proibito.
Nulla cancella la striscia di fari che tornano ostinati,
perché in quegli occhi brilla la fiamma di un focolare.
Poi niente. Un addio misericordioso a chi non sa.
Nessuno sa dire da quale altura scendano i nemici ogni sera,
pasto notturno di un ottuso silenzio e poi lo strapiombo,
in un attimo il mondo si spegne e la vita accoglie il sonno
per ripetere ogni volta l’inferno dell’esistere.

Pubblicato il 5/11/2008 alle 17.57 nella rubrica paura dei moderni.

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