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poesia

Al silenziatore, tra le pantere lucide anche al buio.

Passa il ricordo di un volto dentro gli occhi, poi si fa notte

Prima che avessimo il tempo ai aspettarla. 

Muto margine senza i colori del vero e del giusto,

Ma solo il sibilo lontano di qualche pianura 

e il passare circospetto dei motori

controvoglia, sempre di ritorno da un altrove.

La strada liscia e le curve inventate 

perché il viaggio non sia noioso

Illuminano a scadenze irragionevoli le finiture taglienti

Della scrivania, della lampada spenta ore fa, dei libri mai letti.

Pubblicato il 27/10/2008 alle 8.41 nella rubrica paura dei moderni.

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