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il richiamo animale

Ma il corpo, ma il corpo, senza
il sollievo che si apre in abbraccio
come finestra spalancata alla gloria del sole,
solo e pesante si butta a sedere,
riempie di sé la gabbia dorata,
già vecchia e scrostata dalla forza del buio.
Non resta che ridere, ridere di sé
davanti allo specchio che spaventa lo sguardo
se fisso ci traforma in mostro annebbiato.
Non resta nel gioco col tempo
che incidersi gli arti di parole scomparse,
grida nascoste nel fiato animale, di bestia
ferita da lancia di pietra, agonia infinita
che parla di vita in punto di morte.

Pubblicato il 28/6/2008 alle 23.47 nella rubrica Poesie politiche.

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