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del vivere

Ho deciso di abitare i miei giorni come un animale la sua tana.
La volta del tempo, alta sul mio capo, si popola di nidi
come il sogno di un bambino che non conosce le parole.
Lo sguardo impenetrabile degli uccelli mantiene il profilo
e nulla risponde alle domande che infestano la notte.
Il mio cuore immobile si perde in infiniti campi di grano,
con il passo ritmico e uguale di chi non ha mai visto il mare.
Si perde allora il balbettìo di parlare con il mondo
e torna sereno, e piano, il desiderio di inventare il ricordo,
coe all’alba ritornano i suoni, i cinguettii, presenza sulla terra
degli infiniti palpiti, del conto delle ore e dei giorni.

Pubblicato il 14/6/2008 alle 2.13 nella rubrica Poesie politiche.

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