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le donne di cipro

Delicate matrone che sedute patiscono il caldo e il freddo, sospirano per la partenza del figlio e soffrono d'asma. Cautamente invadenti, insistono in nome dell'amore, dell'onorabilita' di essere ospitali e bisbigliano alle vicine parole che i mariti non hanno voglia di sentire. Mai sole, sempre con la mano posata sul braccio della comare, largo,  che tende le cuciture sotto l'ascella, o la scopa perlustrare la veranda, o il mestolo a girare legumi e carni, o il telefono in mano per lamentare il caldo millennario, la solitudine. Ti invitano sempre a entrare, a restare, a parlare con gli occhi che implorano qualche novita', anche un'inezia di informazione che riempia la loro vita che si snoda tra le pause del frinire delle cicale e i travasi da orci di olio, secchi di acqua sporca, fazzoletti ricamati da stirare. Le figlie passano veloci in minigonna e tornano tardi, il trucco pesante sfatto, i capelli che torreggiano sfiniti sulla testa e il segno rosso sopra il ginocchio delle gambe incrociate a lungo al tavolino di un bar.

Pubblicato il 31/8/2007 alle 14.11 nella rubrica i meglio post mia.

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