venga la morte e non faccia rumore come un’alzata di spalle nel tornirsi del tempo soprenda chi attende quel tanto che serva per pensarsi ancora una volta da vivi che possa il respiro essere l’ultimo. come il sole ed il vetro, il colore del fuoco strisciando hanno preso la forma degli occhi, venga la morte con eguale silenzio acquieti gli spruzzi, le grida e l’attesa, il fracasso di sentirsi pulsare la vita. vieni, morte, che sola che ti lasci sentire e vestire, vieni, o tu che non sai. La strada è stata lisciata, le siepi potate, la ghiaia spianata, le erbacce raccolte marciscono in buste di plastica al sole.