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venga la morte

venga la morte e non faccia rumore
come un’alzata di spalle nel tornirsi del tempo
soprenda chi attende quel tanto che serva
per pensarsi ancora una volta da vivi
che possa il respiro essere l’ultimo.

come il sole ed il vetro, il colore del fuoco
strisciando hanno preso la forma degli occhi,
venga la morte con eguale silenzio
acquieti gli spruzzi, le grida e l’attesa,
il fracasso di sentirsi pulsare la vita.

vieni, morte, che sola che ti lasci sentire
e vestire, vieni, o tu che non sai.
La strada è stata lisciata, le siepi potate,
la ghiaia spianata, le erbacce raccolte
marciscono in buste di plastica al sole.

Pubblicato il 13/6/2007 alle 0.7 nella rubrica Diario.

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