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nefeli

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Diario 19/11/2008




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A grande richiesta - specie di Ombra...

Poesie politiche 15/11/2008

L’attesa che i farmaci facciano effetto è ansia vuota di bianchi minuti.
Senza battito o scorcio di luce si addensa il tempo incastrato intorno agli oggetti.
Né suono di spari o tremito d’ali a fingere spazio nell’arco degli occhi.
Il gusto più amaro e le cose ora immobili di grigio si appannano e polvere scura.
Qualcosa è mancato o forse si è perso e si aggrappa alle labbra divise da un taglio.
Si abbassano gli angoli e gli acuti del giorno, albeggia lontano un punto di luce.
E ondeggiano i muri, sicuri compagni, che tengono l’anima già scorsa a brandelli.
Ci fosse la calma di un duro lavoro o il tempo perduto a guardare le stelle,
ci fosse quell’uno che sparte le cose, miraggio di pendoli che si fingono esatti.
Stesi a stramorto sul letto disfatto, lo sguardo puntato al soffitto incolore,
chiudiamo le palpebre senza intenzione, la falce nascosta dentro il guanciale.



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Nuovo blog

Diario 10/11/2008

Signore e signori,
un inchino a voi che mi avete seguito. Il blog si è spostato su splinder ex è diventato un prontuario per analizzare i telefilm. Scrivetemi, fate richieste, parlatemi.
Per ora, arrvederci su qualche altro blog, di amici o semplicemente belli per le loro virtù.

Nefeli



permalink | inviato da nefeli il 10/11/2008 alle 17:53 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa

tempi moderni

paura dei moderni 5/11/2008

Alzare gli occhi da terra è pena quotidiana
di un mondo distorto, curvi gli uomini a proteggersi dalla paura,
costretti da un grido o dal riverbero impunito del sole.
Terrazzi dietro inferriate alte asciugano i panni al vento,
e proteggono bambini e suicidi dalla caduta.
Dal calore delle strade sorge due volte l’uomo,
curvo d’età e di perduti pensieri,
che tornano a vibrare a ogni mano tesa.
Venditore moderno di speranze,
invita a credere al sogno che gli è proibito.
Nulla cancella la striscia di fari che tornano ostinati,
perché in quegli occhi brilla la fiamma di un focolare.
Poi niente. Un addio misericordioso a chi non sa.
Nessuno sa dire da quale altura scendano i nemici ogni sera,
pasto notturno di un ottuso silenzio e poi lo strapiombo,
in un attimo il mondo si spegne e la vita accoglie il sonno
per ripetere ogni volta l’inferno dell’esistere.




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