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Recensiscimi tutta 2

conservazione di conversazione 8/10/2005

Ah, George, George... in quanti modi ci fai sognare! Col tuo mento quadrato, con le tue camicette bianche sempre di taglio impeccabile, con lo sguardo furbetto e il sorriso traditore...
In "Good night and good luck" e' il produttore di un giornalista coraggioso che si oppone al temibile senatore MacCarthy. Ingolfato in giaccone sgraziate e nascosto dietro ad occhialoni che riflettono tutta la scena davanti a lui, ma nascondono lo sguardo, George Clooney, davanti e dietro la macchina da presa traccia la sua poetica del controcanto.
Tutto nel film e' un controcanto. Murrow e' un giornalista che canta fuori dal coro. Evidentemente il consenso al governo e a tutte le attivita', compresa la commissione MacCarthy, era vastissimo. Ma Murrow e' un giornalista coraggioso e, ancor piu' coraggioso di lui, se mi e' concesso, e' il suo produttore e il direttore di rete. Dopotutto sono loro che, proprio perche' non controllano direttamente l'operato del giornalista in questione, si devono preoccupare di piu'. E' come essere nella truppa di un eroe. L'eroe, certo, va a compiere le sue azioni pericolose e a volte suicide. Ma e' lui a compierle, lui a controllarle, lui a tenere il polso della situazione. Se sei nella sua truppa, hai meno controllo dell'eroe. E devi temere di piu'. La cosa piu' notevole di questo film non e' il ritratto di un giornalista kamikaze, ma di un'intera rete che lo lascia fare.
George, il regista, sceneggiatore e propagandista di questo eroe moderno, si inginocchia, letteralmente, di fronte a lui e, in controcanto, assume una posizione di sudditanza rispetto al soggetto trattato. Lo lascia parlare, gli lascia le pause, gli errori, gli sguardi nel vuoto.
Un altro elemento di controcanto e' la scelta degli attori. Hollywood, si sa, e' il regno del "type-casting". A un attore cioe' viene sempre data lo stesso tipo di parte. Avete presente Robert Downey, Jr.? E' un attore noto negli Stati Uniti soprattutto perche' alcolizzato e scombinato. Passa piu' dentro in prigione per ubriachezza e detenzione di droga che sui set. Faceva parte della famosa serie "Ally McBeal", ma hanno dovuto farlo "partire" prematuramente perche' era stato di nuovo arrestato e condannato a due anni. Ormai lo si vede solo in film in cui fa il debosciato. Qui invece e' un uomo sposato segretamente una donna bruttina, chiaramente di svariati anni piu' grande di lui. Nobile, equilibrato, coraggioso.
Oppure Jeff Daniels, di solito il genio incompreso che, sebbene poco sveglio rappresenta la potenzialita' artistica eversiva in ognuno di noi (si ricordi per esempio lo straordinario personaggio in "Pleasantville"), qui e' un manager di medio livello della rete che, sebbene sensibile, e' l'unico leggermente ottuso che minaccia gli sposini di cui sopra di licenziamento.
Chiudo la rassegna del casting controcorrente con un'attrice molto non-protagonista. Non ne ricordo il nome ma negli Stati Uniti e' molto nota perche' e' un personaggio fisso del Saturday Night Live. Il suo personaggio piu' notevole li' e' una donna di origine cinese che parla male l'inglese e sa dire solo "He... look like a man". Si trova sempre in situazioni grottesche in cui, per esempio, deve descrivere un killer alla polizia e insiste nel dire, solamente, "Lui... somiglia a un uomo." Qui invece e' una segretaria che partecipa attivamente all'azione coraggiosa della redazione.
Agli statunitensi questi casi di "miscasting" non sfuggono di certo e ve li segnalo per darvi un motivo in piu' per apprezzare questo film-documentario tanto vicino a noi. Una sorta di messaggio alla stampa: liberatevi dagli stereotipi e attaccate gli uomini al potere.



permalink | inviato da il 8/10/2005 alle 2:36 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa