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IL ROMPICOGLIONI e il lavoro dei sogni

IL ROMPICOGLIONI 6/4/2006

Il Rompicoglioni e' sorpassato a destra da un motorino che si incunea tra la sua macchina e un autobus che gli taglia la strada in occhiali da sole e sigaretta che pende dal finestrino. Pazienza. Oggi e' il gran giorno.
In segreteria la signora con gli occhiali a mezzaluna sull'ex-seno gli chiede "Si', ma lei chi e'?"
"Come 'chi sono?' Sono il nuovo docente!"
"Ah, ma questo non e' il dipartimento giusto. Deve provare al secondo piano, a Storia Medievale."
"Scusi, ma questa non e' Storia Medievale?"
"No, no!" ballonzola la signora, "Questo e' l'ex istituto di Studi Medievali. Ora e' il Centro di Ricerca sulle Ragioni della Medievalita' nel Moderno. Il CRAMM."
Il Rompicoglioni fa le scale ma scopre che il dipartimento di Storia Medievale e' diviso tra il primo e il secondo piano.
"Scusi, la segreteria del dipartimento di Storia Medievale?" chiede a un signore che si sporge da una finestra della biblioteca per farsi lanciare il contenitore con la pasta all'arrabbiata dal piano terra."
"Il che?"
"Dipartimento di Storia Medievale."
"Ma lei chi e'?"
"Ha importanza, scusi? Lei dovrebbe sapere comunque dov'e' il dipartimento..."
"Eeeeh, dipende. E' uno studente? Allora deve andare all'aula 3B. Esce dall'entrata principale e scende le scale. Poi rientra da dietro."
"Le sembro uno studente?" -Pausa-
"... Guardi, chieda al punto informazioni."
Al punto informazioni c'era un giovane appiccicato al vetro che sbaciucchiava la sua ragazza che teneva i gomiti su pratiche protocollate che si erano tutte accartocciate di lato. Il Rompicoglioni batte con le chiavi sul vetro e i due sobbalzano.
"Storia Medievale"
"Il nuovo professore?"
"Lo dicevo che eri un ragazzo sveglio... si', sono io. Dove devo andare per firmare il contratto?"
"Contratto? No, no, guardi, scenda al sottopiano e vada direttamente in classe. Non ci sono contratti da firmare. Quando avra' finitop il corso si fara' scrivere la nota di fine corso dal direttore del dipartimento."
"E se io fossi qualcun altro, non il 'vero' professore?"
"Eh, meglio ancora. Cosi' salteremmo la sezione e avremmo piu' tempo per studiare."
Il Rompicoglioni scende le scale, entra per sbaglio nel bagno delle bidelle e poi in quello delle professoresse di studi latini e infine trova un'aula alla fine di un corridoio alla fine di una teoria di porte in fondo al sottoscala piu' buio. Entra e trova trecento studenti assiepati a terra, sui banchi e sulle finestre.
Il Rompicoglioni posa la borsa sulla cattedra e li guarda con un sorriso soddisfatto. Finalmente. Quelle menti non aspettavano che lui. Poteva recriminare, falsificare, mentire, innervosirsi senza ragione e poteva punire, mettere in soggezione e valutare sommariamente chi gli pareva: era il professore.
"Presso', io ho fatto ragggioneria, no? Pero' la robba medievale me piace 'n casino. Che nun fa gnente se nun ho fatto il latino? Tanto e' tutto tradotto, no?"
Una nuova era per il Rompicoglioni era cominciata.



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IL ROMPICOGLIONI e il tabacco

IL ROMPICOGLIONI 18/2/2006

Il Rompicoglioni non trova il suo tabacco preferito quasi mai. Il tabaccaio sotto casa, che quasi certamente e' un esercizio aperto dalla mafia per il riciclaggio del denaro sporco, non lo ha mai. Il Rompicoglioni deve fare chilometri e chilometri per trovarlo in luoghi improbabili. Una notte per esempio, mentre era fermo con la sua macchina a un semaforo, era stato avvicinato da un giovane con un cartello che diceva: "Ti pago per un rapporto carnale". Il Rompicoglioni, abbassato il finestrino e aveva fatto notare al giovane che era buona norma di cortesia dare del lei agli sconosciuti e il ragazzo aveva immediatamente intrufolato le mani nella macchina e vi aveva lanciato due banconote da 50 euro. Mentre il Rompicoglioni si chinava a raccogliere il denaro per restituirlo al giovane, questi aveva aperto la portiera e aveva cercato di entrare in macchina. Il Rompicoglioni era velocemente ripartito con lo sportello aperto facendo volare sulla strada le banconote. Nella foga della corsa nel buio del quartiere in cui si trovava, preoccupato piu' dal tentativo di chiudere lo sportello in corsa che di capire dove stava andando, si era ritrovato in una piazzetta che non aveva mai visto. Li' aveva trovato un bar tabacchi aperto. Sceso dalla macchina per chiedere informazioni, era entrato nel bar e aveva subito chiesto: "Mi scusi, avete il tabacco Old Holborn giallo?"
Il tabaccaio lo aveva guardato e aveva detto: "NO! Ma qui bisogna darsi una regolata! Prima vengono tutti a chiederlo, allora io lo ordino ma poi nessuno lo chiede. Allora io non lo ordino, ed ecco che venite a chiederlo! Bisogna darsi una regolata!!"
Il Rompicoglioni si ripromise allora di comprare un libro sugli effetti psicologici del mercato libero.



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IL ROMPICOGLIONI E l'interattivita'

IL ROMPICOGLIONI 6/2/2006

Il rompicoglioni si reca all'ospedale per farsi fare una lastra. Non capisce la necessita' di un tale sopruso sul suo corpo che di li' a poco sara' bombardato da tanti ioni tutti con la faccia di Marie Curie, ma tant'e'. Non si puo' discutere. I dottori se non vedono non credono. E quando vedono non capiscono.
Il rompicoglioni si accinge a stare in fila in una sala che contiene 700 persone, da far invidia all'Arena di Verona, servite da tre sportelli su 10. La signora allo sportello 2 esce spesso a fumare una sigaretta, percio' di fatto gli sportelli sono due.
Col numeretto sudato e stropicciato in mano, finalemente puo' avvicinarsi oltre quella che, con un cartello fiorito verde, viene definita "distanza di cortesia" e che l'impiegato ha chiamato "si nun sei sordo te devi sposta', deficiente".
Viene ratificata l'inutilita' dell'operazione (lui non deve pagare il ticket) e col documento inutile si reca allo sportello inutile in cui gli appongono dei timbri inutili su carte inutili che dovra' "tenere come sue ricevute personali."
"Sa," azzarda il rompicoglioni, "ho perso la memoria gia' una volta, ma ora sto bene e credo di poter ricordare che sto facendo una lastra al torace."
"Non si sa mai, la tenga perche' questa carta rappresenta i fatti." "I fatti?" si chiede il rompicoglioni. "Ma lei ha visto Memento?"
Oberato da una paratia di carte e cartelline alta una volta e mezzo lui, il rompicoglioni scende al secondo sottopiano, chiedendo a ogni ballatoio dove si trovi, e ricevendo sempre risposte discordanti. Una signora con i denti conficcati sul labbro inferiore dice "fecondo", l'uomo col tic ai denti dice "tac tac-terzo-tac" e infine incontra una signora bassa con le galosce ai piedi. Il rompicoglioni guarda a terra timoroso di stare camminando in una pozza d'acqua, ma tutto sembra essere normale. Osserva la signora che, nei suoi denti a intervalli e il camice macchiato sembra una bidella e maneggia siringa e cotone come fossero mocio e secchio d'acqua sporca.
La signora gli si avvicina brandendo la siringa appena estratta dalla carne di una donna con pelliccia e scarpe da tennis "Deve fare le analisi del sangue?"
Il rompicoglioni trasale "No, no! La radiografia al torace!"
"Ah, allora si siedi e aspetti." Il rompicoglioni voleva chiedere "quanto?" ma sapeva che sarebbe stato inutile.
Dopo un'ora, un vomito di bambino sulla scarpa, un litigio tra amanti incinti con tanto di lancio di lastre appuntite attraverso il corridoio e sul sopracciglio destro del rompicoglioni, nel pieno ripsetto della privacy, un medico esce e urla il nome del rompicoglioni, seguito dalla sua malattia e dal tipo di esame che fara' quest'oggi.
Il rompicoglioni entra in una stanza in semi oscurita', affollata di cartoni da supermercato aperti da cui rotolano a terra camici inamidati e arrotolati, salviette igienizzanti e strumenti di medicazione. Scansa una scatola e comincia a spogliarsi.
"A petto nudo" dice il radiologo distratto. E poi: "Venga qui"
Lo mette di fronte a una paratia di plastica e cerca di infilarci una lastra nera dentro. Ma la lastra non scorre.
"A Giova', e vie' un po' qqqua a vede'... Qua nun score... che c'hai er grasso?"
"NO" risponde Giovanna dalla stanza divisa da un vetro e dice, chissa' a chi: "Adesso un bel respiro.... non si muova... ecco. Butta fori."
Intanto il radiologo combatte con la macchina. Strattona i pezzi violentemente. "A Giova', vai in cucina a vede' si c'hanno un po' d'olio?"
Ma Giovanna non vuole andare. Allora il radiologo da' uno strappo violento e la rotella di slittamento della macchina vola in aria colpendo il rompicoglioni all'occhio destro. La rotella cade a terra e il radiologo, per la rabbia, la prende a calci mormorando "Che s'e' fatto male?"
Il rompicoglioni tiene l'occhio dolorante chiuso e comincia a tremare dal freddo. A un tratto il radiologo ferma quelle che erano diventate sue evoluzioni calcistiche e si illumina. "Er sapone!" Torna con una tanica di sapone che spande generosamente sul macchinario. Finalmente la lastra scorre ed e' il momento clou per il rompicoglioni. Ora lui dovra' recitare la sua parte di paziente.
"Respiro grande. Ecco. Trattieni er respiro..... Bravo. Butta fori. Girate verso de me... No, de piu' cosi'... Ecco. Respiro grande... Butta fori. Te poi rivesti'"
Il rompicoglioni raccoglie le sue cose, fa per uscire e chiede: "Ma scusi, come faccio a sapere quando le lastre saranno pronte?"
E il radiologo: "Cinque giorni lavorativi da oggi."
"Cinque giorni lavorativi? E come li calcolate?" chiede il rompicoglioni.

Se vuoi che il rompicoglioni venga picchiato a morte scrivi 1  nel commento
Se vuoi che invece riconosca nella radiologa della stanza accanto  la donna della sua vita scrivi 2 nel commento.




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IL ROMPICOGLIONI e l'esperienza

IL ROMPICOGLIONI 18/1/2006

Il Rompicoglioni deve andare alla Posta. Ha rimandato per giorni, settimane, memore di cio' che gli era successo questa e quest'altra volta. Ma ora ha deciso di far tesoro dell'esperienza e soprattutto di non arrabbiarsi: alla Posta non serve.
Appena arrivato nota che hanno cambiato il sistema di sicurezza all'entrata che e' costituito, come nelle banche, di una doppia porta ad apertura ritardata. Entri, aspetti, si apre l'altra porta, esci. Tuttavia ora non c'e' piu' il pulsante per richiedere l'apertura della porta e bisogna saltellare da una parte all'altra delle due possibili aperture attendendo che, in modo apparentemente del tutto casuale, una porta si apra.
La porta si apre, il Rompicoglioni entra felice nell'abitacolo progettato da uno gnomo sadico e si stringe il cappotto, l'ombrello e il pacco addosso per non sfiorare la cellula fotoelettrica. Dopo cinque minuti di tentativi tipo Houdini, e avendo lasciato impronte di mani sudate su tutti i vetri, la porta si chiude e il Rompicoglioni si augura che non ci sia una rapina in corso altrimenti la Scientifica risalirebbe sicuramente a lui data l'abbondanza di impronte.
Entrato finalmente nella Posta, si trova di fronte a uno scenario apocalittico. Alcuni fogli a terra, del polistirolo spappolato in un angolo, segatura all'entrata, rivoli d'acqua dagli ombrelli e... solo due persone in attesa. Per di piu' nella fila dei conti correnti; non c'era nessuno agli sportelli per i pacchi.
"Meraviglia! Qualcosa funziona, finalmente!" Il Rompicoglioni si avvicina agli sportelli in cui la ex signorina come al solito non guarda in faccia nessuno e continua a fare cose di importanza capitale come spostare una risma da un angolo all'altro della scrivania o controllare la data sui timbri. Finalmente guarda il Rompicoglioni che sorride e si avvicina.
"Ha preso il numeretto?" Chiede la ex signorina.
"Numeretto?"
Il Rompicoglioni guarda il deserto intorno a se' e gli sembra di vedere delle balle di fieno rotolare ma si rassegna e va a prendere il numeretto. Tornato allo sportello, qualcuno (senza numeretto) sta consegnando un pacco alla ex signorina.
Nonostante le tempie si stiano gonfiando, il Rompicoglioni mantiene la calma. Il signore se ne va.
"Che numero ha lei?" gli viene chiesto.
"53" Sul display e' segnato 52. La signorina attraversa il bancone accanto e preme il pulsante.
"53!" grida. Il Rompicoglioni si avvicina. Consegna il pacco che deve andare in Danimarca. Chiede: "Scusi, questa e' la scatola piu' piccola che avete?" e indica una delle scatole in esposizione.
"Le scatole so' tutte lla' sotto."
"Vedo, ma il manifesto di sopra dice che ne avete una piu' piccola di questa che vedo in esposizione..."
"Quella piccola da esposizione se la so' fregata. Se fregano tutto qui..."
"Vedo..." dice il Rompicoglioni e si allenta un bottone della camicia per respirare. "Allora, l'avete quella piu' piccola?"
La signorina alza gli occhi. "Guardi che si la apre poi nun la po' restitui'!"
"Bene, bene..." dice il Rompicoglioni e si fa vento con un depliant che legge "La Posta: la tua amica del cuore"
"Allora posso solo vederla... senza toccarla?"
"Mo' vado e la piglio."
Quindici minuti dopo, la ex signorina torna ridacchiando con uno sbafo di zucchero a velo sulle labbra.
"Ecco. Dueeottanta."
Il Rompicoglioni sbatte gli occhi, il sudore gli cola sulle palpebre e prende il portafogli. Le mani gli tremano e gli spicci gli cadono a terra. La ex signorina lo guarda
"Aho', ma che se sente male?"



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IL ROMPICOGLIONI guarda RIS in tv

IL ROMPICOGLIONI 10/1/2006

Il Rompicoglioni si fa una spremuta d'arancia e si siede a guardare la tv. S'imbatte in RIS, delitti imperfetti e decide di dargli un'occhiata per rilassarsi con qualche scemenza da una dura giornata di lavoro.

Ma presto ha la sensazione di essere diventato sordo. Ascolta il dialogo fra un uomo e una donna.
"Msv ste mcddal"
"Mi sa che ho una sete micidiale?" [in realta' la battuta recitava "Mi sentite? Omicida!"]
"nuprokutt stmm viscnn"
"Nei prodotti di stampi e visciole??"  ["Non preoccuparti, stammi vicino!"]
Disperato, il Rompicoglioni e' convinto di aver perso l'udito e non tiene in considerazione l'affabulazione da codice penale degli attori. Al momento e' rinchiuso in una stanza d'ospedale in cui lo sottopongono a test auditivi...





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IL ROMPICOGLIONI e gli insulti da viaggio

IL ROMPICOGLIONI 16/12/2005

Il rompicoglioni e' in partenza per Torino. Mentre si aggira per i viali che portano alla stazione Termini wi paralizza di fronte alla fiumana di gente che lo circonda. Un muro compatto che lo sospinge e lo strattona allo stesso tempo.
Il rompicoglioni, che non ama trovarsi in mezzo a troppe persone (e se potesse farebbe come l'uomo nella pubblicita' che spazza via persone e macchine sventolando il manto stradale come fosse un tappeto) svicola e prende una stradina laterale. Purtroppo gli umani si annidano anche li' e le donne in particolare cominciano a innervosirlo. Camminano spedite guardando sempre da qualche altra parte: in una vetrina, sullo schermo del cellulare, dentro la borsetta, ma mai verso il rompicoglioni che e' costretto a una folle gimcana per evitarle. A un certo punto non ne puo' piu' e, puntato un esemplare di donna comunis che gli veniva incontro, decide di non spostarsi e vedere se la tipa, invece di camminare al centro del marciapiedi, si limita a percorrere la corsia alla sua destra.
Ma no, la signora lo punta, con gli occhi ostinati verso un punto lontano oltre la testa del rompicoglioni. Quando sono a un passo la donna ha un guizzo e fissa per un attimo il rompicoglioni negli occhi, vedendo ingigantite tutte e tre le venuzze che nelle scorse puntate avevano tinto la cornea.
I due si urtano. La donna sbuffa impaziente e fa per andarsene, ma il rompicoglioni la incalza:
"Signorina, ma lei e' forse la regina del marciapiedi?" La donna rimane perplessa, si volta e se ne va.
Ancora una volta il rompicoglioni e' riuscito a comporre un insulto incomprensibile alla vittima, e se ne va felice.



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IL ROMPICOGLIONI torna in se'

IL ROMPICOGLIONI 7/12/2005

(le puntate precedenti sono nella rubrica IL ROMPICOGLIONI)
Il rompicoglioni, sempre convinto di essere in Europa, prende il bus. Dopo aver aspettato 44 minuti un autobus che dovrebbe passare ogni 8 minuti, si trova a sgomitare tra la folla. Una signora gli da' un'ombrellata sullo stinco e un signore anziano, con maestria da professionista acrobata, gli pesta tutti i calli contemporaneamente.
Il rompicoglioni cerca di aggrapparsi a uno degli "appositi sostegni" (pali di ferro messi a casaccio e a distanze non umane, forse cercopiteche, da terra) ma finisce, alla prima frenata col cranio contro lo spigolo vivo di una borsetta finto-Gucci di una ragazza laccata tanto pesantemente che sembrava aver staccato una striscia d'ozono ed essersela appiccicata sulla cute.
La borsata in testa lo riscuote dal suo torpore europeo e finalmente si ricorda di essere in Italia. Si ricorda di essere il rompicoglioni.
Aggrappa furiosamente il primo "apposito sostegno" che gli capita quando il bus riparte alla Nuvolari. La ragazza-ozono si volta imbestialita e grida "Eeeehi!" e gli conficca gli angoli delle riviste che ha in mano nello stomaco. Sono "Chi" e "Di piu'" Il rompicoglioni la guarda, si guarda la mano e nota di aver afferrato un capello tinto della ragazza quando si e' aggrappato al palo di sostegno.
Il rompicoglioni sente fratturarsi un'altra venuzza nella cornea e risponde: "Scusa cara."
La ragazza lo guarda fisso: "Cara? Mi dia del lei..."
"Bellezza," risponde il rompicoglioni, "in grammatica dare del lei e' connotativo espressivo che indica rispetto per l'interlocutore. Se tu ti applicassi a leggere narrativa non pianamente paratattica, forse saresti in grado di evitare tali enormi defaillances."
Il rompicoglioni si volta e sorride. "Non c'e' niente di piu' soddisfacente di un insulto piu' raffinato della persona a cui e' rivolto," pensa.



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Il ROMPICOGLIONI e l'Europa (seguito)

IL ROMPICOGLIONI 26/11/2005

Riassunto delle puntate precedenti.
Il Rompicoglioni, in preda a una crisi d'identita' causata dall'indifferenza dei suoi vicini di casa, prende conforto in "Essere e tempo" di Heidegger (mi scuso se il rompicoglioni lo aveva citato male) e ne fa dono a un suo vicino di casa.
In seguito, il vicino di casa, esasperato dalla lettura del libro, lo insegue e lo colpisce violentemente in testa, facendogli perdere i sensi. Riavutosi, il Rompicoglioni e' stordito e vive una giornata con l'illusione di essere europeo. Nonostante una seconda botta in testa, non riesce a liberarsi completamente dall'illusione, con quel che ne consegue...
Oggi il Rompicoglioni decide di spedire un pacchetto alla posta e di comprare del riso. Pensa di fare anche un salto in farmacia a prendere degli analgesici: la testa gli fa male per le troppe botte subite negli ultimi tempi.
"Tanto sono in Europa", pensa tra se', "in una mezz'ora dovrei sbrigarmela e poter tornare a lavorare."
Esce di casa e si trova la strada bloccata. Gia' da tre anni il viale in cui abita e' bloccato da rumorosissimi lavori che, giorno e notte, perforano e martoriano la strada per insonorizzare le rotaie del tram. Il vialetto rimasto libero per il passaggio di macchine, bus, ambulanze e motorini e' sempre ingolfato nel traffico e oggi i vigili hanno bloccato anche il passaggio con delle transenne perche' un motorino ha messo sotto una signora con la spesa. La signora sta bene ma la strada e' ingombra di uova e di succo d'arancia.
Il Rompicoglioni deve fare un giro lunghissimo per arrivare alla posta perche' non ci sono modi di attraversare la muraglia chilometrica che prima comprende una caserma e poi un istituto di suore.
Arrivato alla posta e' sollevato alla vista di sole due persone in fila davanti a lui.
La prima persona e' una donna che deve ritirare un pacco. Porge la ricevuta ma, essendo il pacco destinato a una cooperativa e non ad una persona, le viene chiesto l'atto costitutivo della cooperativa in cui si dichiara che la persona che ritira il pacco e' l'Amministratore. La signora non ha con se' l'atto costitutivo e discute animatamente per 27 minuti con l'impiegato per poi andarsene a mani vuote.
La seconda persona in fila e' un signore anziano a cui squilla il cellulare durante la contrattazione con l'impiegato che gli chiede "posta celere o prioritaria?" Il signore e' un po' sordo e non capisce se al telefono la moglie gli stia dicendo celere o prioritaria.
La cosa si protrae per altri dieci minuti.
In farmacia c'e' solo una signora davanti al Rompicoglioni che sta discutendo amabilmente con l'attempata farmacista.
"Che le devo dire? Avevo paura di venire a vivere a Roma... Ho vissuto anche a Parigi io, eh? Pero' Roma... non so.... mi metteva paura. Invece, adesso abbiamo una casa con un bel terrazzo... vedesse! Il quartiere e' carino, pulito, silenzioso... ci sono dei giardinetti che..." Il Rompicoglioni sente una vena della cornea spezzarsi.
Al supermercato, che e' poi un piccolo alimentari convertito in micro-supermercato, quando finalmente riesce a posare il suo riso e l'insalata sul bancone della cassa... una signora si avvicina e dice alla cassiera "mi sembra che lei mi abbia battuto delle cose che non ho comprato."
Le due cominciano una discussione. L'acquirente svuota le sue buste e comincia ad enumerare gli articoli che ha comprato, la cassiera li riconta perche' non si sa mai... discutono se i biscotti ai cereali possano essere rappresentati dalla dicitura "bisc cer". La cassiera computa (a mano) il prezzo degli articoli acquistati, scrive (a penna) il risultato sullo scontrino e poi fa la sottrazione (a mente), contestata dall'acquirente.
La cassiera le deve 3 euro e 24 centesimi. Peccato che non abbia spicci. Manda l'aiutante rumeno al bar di fronte con una banconota da 50 euro...
Il Rompicoglioni apre il pacchetto della farmacia e ingurgita 2 pasticche di analgesico. La cassiera lo guarda.
"Oh, Gesu', che ha fatto all'occhio?"




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Il ROMPICOGLIONI e la coscienza

IL ROMPICOGLIONI 2/11/2005

Mentre faceva la sua solita passeggiata in cerca della sua prossima vittima, il romicoglioni viene colpito violentemente alla nuca dal vicino esasperato dalla lettura di Heidegger. Stramazzato al suolo, resta privo di coscienza per qualche minuto. Quando si riprende il rompicoglioni si sente diverso, un uomo nuovo. E come e' capitato a bambini dei miti moderni che dopo una forte febbre hanno cominciato a parlare in aramaico o hanno visto curiosi ologrammi in forma di donna comparire sul cielo sopra le montagne, il rompicoglioni si e' risvegliato convinto di essere europeo.
Si sente bene ora, soddisfatto e tranquillo: sorride perfino a un bambino in carrozzina e, ricordandosi di essere disoccupato, si reca all'ufficio di collocamento per vedere se riesce a trovare lavoro. Perche' non ci aveva pensato prima? Lo trova chiuso, sebbene siano le 11 di mattina e l'orario di apertura sia fino alle 16. Una signora esce da una porta laterale e vedendolo sconcertato gli chiede: "Ma aveva preso il numeretto?"
"Che numeretto?" chiede il rompicoglioni.
"Io l'ho preso stamattina alle 6. Alle 9 e mezzo chiudono l'entrata."
"Ah... e ha trovato lavoro?"
"Lavoro????" chiede la signora e lo guarda stranita. "Ma dove vive lei? Ho fatto timbrare il rinnovo del certificato di disoccupazione per comprare la tessera dell'autobus scontata..."
Il rompicoglioni si reca dunque al supermercato. Si ricorda dell'influenza aviaria e decide di approfittare degli sconti sulla carne di pollo di cui ha sentito parlare al telegiornale. Afferra una confezione di petti di pollo e legge "12.98 euro al Kg."
Esce sconfortato dal supermercato e decide che proprio non va. Ha troppi pochi soldi. Legge un annuncio che offre prestiti senza garanzie. Entra nella finanziaria e gli sottopongono delle carte da firmare che lo legano per la vita, a lui e alle sette generazioni che seguono, a pagare 680 euro al mese per avere un prestito di 10.000 euro.
Esce sconfortato dalla finanziaria con la testa che gli gira e inciampa in una buca. Ci sono dei lavori di restauro di un palazzo. Ancora carponi a terra solleva lo sguardo e vede cadere un secchio di cemento dall'impalcatura. Velocemente posiziona la testa nella traiettoria di caduta sperando di riacquistare la sua vecchia personalita'. Pensa: "bisogna essere felici di sentirsi italiani, se si vive in Italia."



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IL ROMPICOGLIONI in arancione

IL ROMPICOGLIONI 26/10/2005

A un passo dalla santita', il rompicoglioni e' diventato arancione


Deciso ormai ad abbracciare l'atarassia totale, ha compiuto il primo passo verso gli arancioni dimenticandosi di chiedere all'erborista istruzioni ed ora, se non nelle vestimenta, di sicuro sulla pelle e' diventato arancione. A quanto pare, l'Henne non si toglie... si deve aspettare che scolorisca da solo. Per ora, dunque, il rompicoglioni e' in versione dipinta...



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