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IL ROMPICOGLIONI va alla posta

IL ROMPICOGLIONI 1/6/2005

Ufficio postale: l'apocalisse kafkiana del caos burocratico.
Nell'ufficio vicino casa mia c'e' sempre una fila da carro bestiame. Si vede davvero che c'e' una pazzesca disoccupazione in Italia perche' ogni giorno c'e' sempre una fila mostruosa di gente che aspetta anche per ore in pieno orario lavorativo...
Entro, vedo la fila agli sportelli, un caldo da autobus a Bombay con tanto di mosche, vapori marroncini e vocii in varie lingue. Gli sportelli "prodotti postali" invece, sono molto meno affollati. Mi avvicino e vedo un cartello che dice "In questo ufficio anche gli sportelli 'prodotti postali' sono abilitati al pagamento di conti correnti'.
Bene! mi dico, allora perche' non prendere il numeretto per i prodotti postali per pagare il conto corrente? Mi metto in fila e "soli" venti minuti dopo eccomi che pago felice i miei conti correnti. Nel frattempo un gonzo sui sessant'anni mi aveva osservato e si mette a dire a voce alta: "I furbi non muoiono mai! Guardate la' quella che ha tagliato la fila." Mi volto con una faccia Robert DeNiro "Are fucking talking to me??" Tutta la fila si volta e mi guarda con disprezzo. Dico "Guardi che i conti correnti si possono pagare anche qui" E lui: "Allora noi qui in fila siamo tutti imbecilli?" Rispondo: "Non so quale qualifica abbia lei, signore, ma questo sportello, evidentemente, e' riservato a chi sa leggere."



permalink | inviato da il 1/6/2005 alle 10:0 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa