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nefeli

Ci ho messo una vita

Manuale per bambine cattive 18/2/2006

Ci ho messo una vita a prepararti il regalo per il tuo ingresso nella sala, il regalo della prima volta. Una vita di prove, passi affrettati per il corridoio con la candela in mano a controllare i pulsanti del salvavita, corse matte con i tacchi in mano verso l'appuntamento in cima alle scale di pietra (il fiatone e i tonfi senza ritmo nelle orecchie), la prospettiva immobile delle mie gambe contro -- il pavimento azzurro di un ospedale / le mattonelle decorate di un atrio buio / la sabbia che affonda fino alla caviglia sfocata contro il sole --
Una vita ci ho messo, e mazzi di fiori pieni di altre donne, braccia tese contro il totale di un autobus in corsa alla fermata sbagliata, suoni di campanelli di porte senza rinforzo - Vita di sguardi puntati, veglie puntate, appuntamenti sul filo  appena prima di essere scoperti.
Ero pronta. Il dorso della mano sulla geometria della mia gonna, col profilo quarantacinque gradi a nord-ovest (della curva che fa la nuca quando i capelli sono raccolti sul capo), le caviglie un poco accavallate nelle scarpe dai margini larghi.
Non importa se la riga dei pantaloni ti condanna a un passo di marcia: le braccia accompagnano la spinta e proprio allora mi balena  l'unica domanda che posso farti.
Un attimo dopo stavo ancora contando le linee sbilenche tra il metatarso e il malleolo come fossero la risposta inaudibile, anche se fuori e' ancora notte.



permalink | inviato da il 18/2/2006 alle 14:1 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa