.
Annunci online

nefeli

IL ROMPICOGLIONI E l'interattivita'

IL ROMPICOGLIONI 6/2/2006

Il rompicoglioni si reca all'ospedale per farsi fare una lastra. Non capisce la necessita' di un tale sopruso sul suo corpo che di li' a poco sara' bombardato da tanti ioni tutti con la faccia di Marie Curie, ma tant'e'. Non si puo' discutere. I dottori se non vedono non credono. E quando vedono non capiscono.
Il rompicoglioni si accinge a stare in fila in una sala che contiene 700 persone, da far invidia all'Arena di Verona, servite da tre sportelli su 10. La signora allo sportello 2 esce spesso a fumare una sigaretta, percio' di fatto gli sportelli sono due.
Col numeretto sudato e stropicciato in mano, finalemente puo' avvicinarsi oltre quella che, con un cartello fiorito verde, viene definita "distanza di cortesia" e che l'impiegato ha chiamato "si nun sei sordo te devi sposta', deficiente".
Viene ratificata l'inutilita' dell'operazione (lui non deve pagare il ticket) e col documento inutile si reca allo sportello inutile in cui gli appongono dei timbri inutili su carte inutili che dovra' "tenere come sue ricevute personali."
"Sa," azzarda il rompicoglioni, "ho perso la memoria gia' una volta, ma ora sto bene e credo di poter ricordare che sto facendo una lastra al torace."
"Non si sa mai, la tenga perche' questa carta rappresenta i fatti." "I fatti?" si chiede il rompicoglioni. "Ma lei ha visto Memento?"
Oberato da una paratia di carte e cartelline alta una volta e mezzo lui, il rompicoglioni scende al secondo sottopiano, chiedendo a ogni ballatoio dove si trovi, e ricevendo sempre risposte discordanti. Una signora con i denti conficcati sul labbro inferiore dice "fecondo", l'uomo col tic ai denti dice "tac tac-terzo-tac" e infine incontra una signora bassa con le galosce ai piedi. Il rompicoglioni guarda a terra timoroso di stare camminando in una pozza d'acqua, ma tutto sembra essere normale. Osserva la signora che, nei suoi denti a intervalli e il camice macchiato sembra una bidella e maneggia siringa e cotone come fossero mocio e secchio d'acqua sporca.
La signora gli si avvicina brandendo la siringa appena estratta dalla carne di una donna con pelliccia e scarpe da tennis "Deve fare le analisi del sangue?"
Il rompicoglioni trasale "No, no! La radiografia al torace!"
"Ah, allora si siedi e aspetti." Il rompicoglioni voleva chiedere "quanto?" ma sapeva che sarebbe stato inutile.
Dopo un'ora, un vomito di bambino sulla scarpa, un litigio tra amanti incinti con tanto di lancio di lastre appuntite attraverso il corridoio e sul sopracciglio destro del rompicoglioni, nel pieno ripsetto della privacy, un medico esce e urla il nome del rompicoglioni, seguito dalla sua malattia e dal tipo di esame che fara' quest'oggi.
Il rompicoglioni entra in una stanza in semi oscurita', affollata di cartoni da supermercato aperti da cui rotolano a terra camici inamidati e arrotolati, salviette igienizzanti e strumenti di medicazione. Scansa una scatola e comincia a spogliarsi.
"A petto nudo" dice il radiologo distratto. E poi: "Venga qui"
Lo mette di fronte a una paratia di plastica e cerca di infilarci una lastra nera dentro. Ma la lastra non scorre.
"A Giova', e vie' un po' qqqua a vede'... Qua nun score... che c'hai er grasso?"
"NO" risponde Giovanna dalla stanza divisa da un vetro e dice, chissa' a chi: "Adesso un bel respiro.... non si muova... ecco. Butta fori."
Intanto il radiologo combatte con la macchina. Strattona i pezzi violentemente. "A Giova', vai in cucina a vede' si c'hanno un po' d'olio?"
Ma Giovanna non vuole andare. Allora il radiologo da' uno strappo violento e la rotella di slittamento della macchina vola in aria colpendo il rompicoglioni all'occhio destro. La rotella cade a terra e il radiologo, per la rabbia, la prende a calci mormorando "Che s'e' fatto male?"
Il rompicoglioni tiene l'occhio dolorante chiuso e comincia a tremare dal freddo. A un tratto il radiologo ferma quelle che erano diventate sue evoluzioni calcistiche e si illumina. "Er sapone!" Torna con una tanica di sapone che spande generosamente sul macchinario. Finalmente la lastra scorre ed e' il momento clou per il rompicoglioni. Ora lui dovra' recitare la sua parte di paziente.
"Respiro grande. Ecco. Trattieni er respiro..... Bravo. Butta fori. Girate verso de me... No, de piu' cosi'... Ecco. Respiro grande... Butta fori. Te poi rivesti'"
Il rompicoglioni raccoglie le sue cose, fa per uscire e chiede: "Ma scusi, come faccio a sapere quando le lastre saranno pronte?"
E il radiologo: "Cinque giorni lavorativi da oggi."
"Cinque giorni lavorativi? E come li calcolate?" chiede il rompicoglioni.

Se vuoi che il rompicoglioni venga picchiato a morte scrivi 1  nel commento
Se vuoi che invece riconosca nella radiologa della stanza accanto  la donna della sua vita scrivi 2 nel commento.




permalink | inviato da il 6/2/2006 alle 16:54 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa