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Ossessione4

ossessione 16/8/2005

Anche stavolta sollevò il contenitore ma vide riflessa nello specchio un’ombra passare sulla tenda e si sorprese a specchiarsi. Non si era mai visto per caso in quella stanza, si era sempre riflesso intenzionalmente e quell’inaspettata immagine di sé lo lasciò imbambolato. Teneva le spalle un po’ ricurve perché si era abbassato a guardare la cucitura e la giacca abbottonata gli faceva un grande bozzo all’altezza dell’addome. Visto nello scorcio dall’alto in basso notò che si stava stempiando più di quanto non credesse e la fronte era tutta attraversata da profonde righe per via delle sopracciglia tutte inarcate nel guardare se stesso. Degli occhi vedeva solo la pupilla scura e grande e il naso copriva quasi completamente i baffi. Si trovò mostruoso.
Posò subito il contenitore, senza nemmeno fare caso a dove lo stesse mettendo e cominciò a stirarsi la giacca verso il basso per eliminare le pieghe. Allungò la mano per prendere la spazzola e notò la ricucitura. Per la prima volta la vedeva così com’era: un grumo di fili in mezzo a un vecchio centrino sbiadito. Si guardò di nuovo allo specchio. “Ma che sono diventato, una vecchia zitella?” disse al suo riflesso, mettendosi impercettibilmente in posa. Aggiustò lo sguardo, inarcò un solo sopracciglio e poi, senza pensarci, tolse il centrino. Così, con uno strattone. Non gli era mai riuscito il gioco di prestigio di togliere le tovaglie senza spostare gli oggetti che sono posati sopra, ma stavolta tutto andò a meraviglia. Solo il pettine per i baffi sobbalzò e sbatté contro il vetro, ma per il resto, niente. Perfetto. Guardò il comò. Stava bene così, anzi meglio.
Piegò il centrino e lo mise nel cassetto della cucina. Prese Leopardi, le chiavi e uscì.




permalink | inviato da il 16/8/2005 alle 20:19 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa